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Dehoniani

Provincia Italiana Meridionale

Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesu'

TELEDEHON



PADRE ROCCO CI RACCONTA

con nostalgia e gioia

Carissimi,

vorrei condividere con voi qualche impressione, pensiero, emozione che ho vissuto partecipando all’intronizzazione del nostro Confratello Monsignor Di Pierro Gaetano nella nuova diocesi di Farafangana in Madagascar lo scorso 12 aprile 2018.

E’ stata per me una bellissima esperienza ritornare, anche se per pochi giorni (dal 2 al 14 aprile) nella missione dove ho lavorato per 20 anni. per poter partecipare a questo grande avvenimento ed avere anche l’opportunità di rivedere le comunità e incontrare i Confratelli missionari che con grande disponibilità e spirito di sacrificio continuano l’opera di evangelizzazione in Madagascar.

Dicevo “bellissima” perché non prevista e decisa all’ultimo momento. Così sono andati i fatti: Monsignor Antonio Scopelliti di passaggio a Marechiaro lo scorso Venerdì Santo si meravigliò che nelle previsioni, nessun Confratello della nostra Provincia avesse in programma di partecipare all’intronizzazione di Monsignor Gaetano. Prima di salutarci, insistette verso padre Ciro che almeno il sottoscritto, come ex missionario, potesse avere questa opportunità e rappresentare la nostra Provincia.

La sera stessa, insieme al Padre Provinciale decidemmo le date e aiutati anche dalla fortuna (ultimi tre biglietti aerei rimasti disponibili!) abbiamo fatto il biglietto per il 2 aprile giorno di pasquetta. La partecipazione all’incontro internazionale a Roma dei formatori dehoniani dal 15 al 20 aprile non ha reso possibile un mio soggiorno in Madagascar più prolungato.

Ho fatto il viaggio insieme a Monsignor Antonio Scopelliti e a padre Leopoldo che rientravano in Madagascar. L’accoglienza al mio arrivo a Tananarive è stata calorosa e fraterna ed ho avuto la gioia di rivedere tanti amici e persone care. Ho passato i primi due giorni con Monsignor Gaetano, sereno, calmo e molto impegnato per i preparativi della festa. Ho avuto la buona compagnia di padre Claudio Roberti sempre pronto nel dare una mano a tutti e ho rivisto Monsignor Alfredo con il quale ho fatto il lungo viaggio verso il Sud, fino a Farafangana.

Abbiamo fatto la prima tappa alla nostra comunità del noviziato ad Andranobe–Antsirabe che attualmente conta 4 novizi e 10 postulanti. Padre Alvaro e padre Rolland ci hanno accolti divinamente con un’ottima cena. Prima di arrivare al noviziato ci siamo fermati alla nostra Università ASJA e poi siamo passati per una breve visita dal signor Jean, nostro amico e benefattore (fu lui che insieme alla moglie Denise ci regalò tutto il terreno dove è stata costruita la nostra università). E’ stato un incontro commovente: Jean è ormai avanti con gli anni e con diversi problemi con la salute, ma è sempre un piacere passare qualche minuto insieme a lui. Un grande uomo, pieno di esperienze: è legato da un sincero affetto alla nostra Congregazione; ci ha voluto e ci vuole un grande bene!

Il giorno dopo abbiamo ripreso il nostro viaggio. Il fondo stradale era in condizioni pietose con la presenza di innumerevoli buche formatesi durante le ultime piogge. La sera siamo arrivati a Mananjary, la diocesi di Monsignor Alfredo, accolti da un bel gruppo di sacerdoti locali che lavorano in questa diocesi. La mia schiena era abbastanza dolorante (comincio a perdere l’abitudine alle strade malgascie!) ed ero stanco al punto giusto. Abbiamo fatto 11 ore di viaggio in macchina per fare 400 chilometri!!! Il letto era proprio quello che ci voleva per recuperare un po’ di energie…

Ho approfittato della nuova giornata per dare un’occhiata ai lavori del nuovo ospedale che procedono a rilento come tutte le cose in Madagascar. Ci vorranno almeno altri due anni per finire i lavori e le rifiniture che prendono sempre molto tempo. E’ una struttura molto solida costruita con pietre di granito. Sarà certamente un vero punto di riferimento per i poveri della diocesi colpiti spesso da varie e innumerevoli malattie. Di ritorno alla residenza del vescovo, sono passato dalle suore della Carità che si occupano di persone portatrici di grossi handicaps. Un lavoro fatto con tanto amore sulla linea di ciò che fanno le suore di Madre Teresa di Calcutta: una bellissima testimonianza che le suore danno in diocesi, occupandosi veramente degli ultimi, degli “scarti della società”. Però, come dicono le suore, anche in queste persone c’è Gesù da accogliere, curare, amare…

Domenica 8 aprile, insieme a Monsignor Alfredo in motoscafo, siamo andati a visitare una comunità cristiana di pescatori lungo il canale di Pangalana, un canale molto importante al tempo dei francesi e ancor oggi determinante per il commercio di tutta la zona, per fare il pellegrinaggio di Gesù misericordioso. Siamo stati accolti da tutta la popolazione con grande gioia e con canti (la gente attendeva Monsignore Alfredo da due anni!). Abbiamo celebrato una bella santa messa all’aperto e sotto il sole cocente e subito dopo, abbiamo fatto una lunga processione con Gesù eucarestia passando in mezzo a tutto il villaggio. Mi ha colpito molto lo zelo della gente molto povera ma con una grande fede. In modo particolare, mi ha colpito il coinvolgimento di tutti i cristiani nel canto e nella preghiera. Più di tre ore sono volate via quasi senza accorgerci tra la messa e la processione.

Lunedì sera abbiamo accolto Monsignor Gaetano a Mananjary e martedì mattina processionalmente, con una quindicina di macchine, ci siamo messi in viaggio per accompagnare il vescovo nella sua nuova diocesi di Farafangana. Entrati in questa diocesi, la gente, vestita a festa con cartelloni e bandierine, ci attendeva lungo la strada perché voleva vedere e salutare il nuovo vescovo. Ci siamo fermati in 5 villaggi ripetendo lo stesso copione: accoglienza in chiesa, breve momento di preghiera, discorso di benvenuto fatto dal responsabile della comunità cristiana (catechista), risposta del vescovo, canto finale e ripresa del viaggio. Naturalmente non sono mancati i fuori programma: le fermate dovevano essere tre invece di cinque… Così la sera siamo arrivati a Farafangana, centro della diocesi, alle 20,30 circa invece delle 16,30! Però la gente numerosissima “non ha fatto una piega”, ha aspettato pazientemente l’arrivo di Monsignor Gaetano con tutto il suo seguito. L’accoglienza è stata a dir poco esplosiva e gioiosa. La cattedrale era stracolma di persone (più di un migliaio) che cantavano a squarciagola dei canti per accogliere il vescovo. Una volta ristabilita la calma è seguito il solito copione. Il 12 aprile nel cortile della cattedrale, alla presenza di più di cinquemila persone, presenti quasi la totalità dei vescovi malgasci, abbiamo celebrato la santa messa, presieduta dal vescovo di Fianarantsoa, con l’intronizzazione ufficiale di Monsignor Gaetano nella diocesi di Farafangana.

Dopo la comunione ho dovuto lasciare la celebrazione e riprendere il viaggio di ritorno per Tananarive (900 chilometri – due giorni!!!). Durante il viaggio, Padre Yvon, superiore Regionale della nostra missione in Madagascar, mi ha condiviso le gioie e le preoccupazioni che si vivono attualmente nelle nostre comunità in missione. L’ho incoraggiato e l’ho spinto ad essere un superiore capace di ascoltare e sempre alla ricerca della comunione in vista di una collaborazione più vera e autentica.

Ringrazio il Signore per questa breve ma intensa esperienza che ho vissuto in Madagascar. Ringrazio Padre Ciro che mi ha inviato come rappresentante della nostra Provincia per questo avvenimento importante per la vita del nostro Confratello Monsignor Gaetano Di Pierro, che ha lasciato la sua piccola diocesi di Moramanga dove ha dato il meglio di se stesso. Ha curato e fatto crescere questa diocesi come una mamma fa crescere il proprio figlio. Nel momento in cui doveva cominciare a raccogliere i frutti del suo lavoro, il Signore lo ha chiamato a “tagliare il cordone ombelicale” per occuparsi di una diocesi (Farafangana) tre volte più grande della prima, più povera e con poche vie di comunicazioni. Ha accettato, “da buon dehoniano”, tutto questo con serenità, gioia e disponibilità come sanno fare solo i buoni pastori di anime. E lui è veramente un buon pastore! E noi (credo di esprimere i sentimenti di tutti i Confratelli della nostra Provincia IM) siamo orgogliosi di avere un Confratello missionario vescovo come lui!!!

Avanti Gaetano! Il Signore, come sempre, non ti farà mancare il suo sostegno e la sua provvidenza e anche noi ti saremo sempre vicini e ti accompagneremo con la nostra solidarietà e la nostra preghiera.

                                                                                                                                  Padre Rocco Nigro

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