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Dehoniani

Provincia Italiana Meridionale

Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesu'

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Giovanni Leone Dehon (1843-1925) 1843: Il 14 marzo, Leone Dehon nasce a La Capelle, nel nord della Francia, da un'agiata famiglia rurale. 1855: Entra nel collegio di Hazebrouck; vi riceve un'intensa formazione umana, intellettuale e religiosa.

A soli 16 anni ottiene la maturità classica. Pur in piena crisi di adolescente, nasce e si afferma sempre più la vocazione sacerdotale.

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1859: Il padre si oppone categoricamente a questa scelta. Il giovane Leone Dehon si iscrive alla Sorbona di Parigi: nel 1864 è laureato in legge. Una carriera brillante lo aspetta. Per distoglierlo dalla sua volontà di farsi prete, il padre lo fa viaggiare per tutta l'Europa, tra cui in Palestina, nella speranza di distoglierlo dai suoi propositi.

1865: La decisione è presa: si fermerà a Roma per iniziare gli studi di teologia. 1868: Una felicità che raggiunge il culmine il 19 dicembre 1868, quando è ordinato sacerdote. Anche il padre, ravvicinatosi alla fede in quegli anni, riceverà la comunione dalle mani del figlio.

 

s1871: Dopo i sei anni di studio a Roma (Università Gregoriana), dove conseguì le lauree in filosofia, teologia ediritto canonico, rientra nella sua diocesi di Soisson nel nord della Francia e si dedica interamente alla cura delle anime come cappellano nella Basilica di S. Quintino. I suoi interessi, d'ora in poi, sono assorbiti dal ministero dell'evangelizzazione e dell'apostolato sociale. Annota nei suoi scritti: «Mancano a S. Quintino un collegio ecclesiastico, un patronato ed un giornale cattolico». Per merito di p. Dehon queste opere saranno presto realizzate.«Gli operai considerano i preti quasi complici dei loro oppressori. E in molti casi, lo sono con il loro silenzio… Quando viene il lupo il pastore non deve nascondersi. Sacerdoti, uscite dalle sacrestie, andate al popolo!».

1883: Gli inizi, pieni di speranza, vengono bruscamente interrotti dall'incendio del Collegio S. Giovanni e dalla soppressione dell'Istituto, a seguito di incomprensioni e malintesi.

1884: È la resurrezione! Dopo soli 4 mesi l'eroica virtù del p. Dehon viene premiata. Può riaprire la Congregazione. È una vera e propria primavera.

 

 

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 1888: Finalmente un suo sogno è realizzato: partono i primi missionari      per l'Ecuador, a cui seguono quelli per il Congo e la Finlandia. Dopo la  sua morte l'interesse missionario accrebbe e ad oggi si contano le  missioni dell'Indonesia, Camerun, Sud Africa, Brasile, Cile, Argentina,  Mozambico, Madagascar, India, Est Europa, Angola. Ai confratelli che erano in missione scrisse: “Voglio lasciare uno speciale insegnamento ai miei cari missionari. Vi ricordo anzitutto di andare in missione per lavorare al Regno del Cuore di Gesù, profondendovi grandi fatiche e immensi sacrifici. Il vostro compito è eroico. Applicatevi dunque bene, con prudenza, con umiltà e costanza. Siate tutto fuoco per far conoscere e amare Gesù e l’ammirabile bontà che il suo Cuore ci ha testimoniato in tutti i suoi misteri e che in modo speciale ci dona nella santa eucaristia. Siate generosi sino alla fine

 

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1905: La Congregazione dei Sacerdoti del S. Cuore di Gesù (Dehoniani)ottiene l'approvazione definitiva da parte della S. Sede.

1925: Il padre Leone Dehon muore a Bruxelles, esclamando, rivolto al S. Cuore: «Per lui sono vissuto, per Lui muoio».

 

 
 
 
 
 
 
 
 
“Voi siete – e dovete essere – Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù. Così vi ha voluto il vostro fondatore, il venerabile p. Leone Giovanni Dehon. Il vostro fondatore, vissuto in un periodo storico di vari e vasti mutamenti spirituali, culturali, politici e sociali, seppe essere un sacerdote dalla profonda e intensa vita interiore e, allo stesso tempo, un apostolo instancabile dell’azione sociale, sulle direttive delle due grandi encicliche del mio predecessore Leone XIII.
Sia Gesù Cristo il centro della vostra vita, dei vostri ideali, dei vostri interessi, delle vostre finalità. Con la parola, con la predicazione, con gli scritti, con gli strumenti della comunicazione sociale, diffondete l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità” dell’amore di Cristo, “che sorpassa ogni conoscenza (cf. Ef 3, 18s); ma, specialmente, predicatelo e diffondetelo con l’esempio della vostra vita sacerdotale e religiosa.
Riproducete nel vostro cuore – secondo la felice espressione del padre Dehon – la santità del Cuore di Gesù!”
 
           (Giovanni Paolo II ai partecipanti al XXI capitolo generale)
 
 
 
 
Dal Testamento spirituale di p. Leone Dehon
 
 
r Miei carissimi figli,vi lascio il più meraviglioso dei tesori:
il Cuore di Gesù. Egli appartiene a tutti, ma ha delle tenerezze particolari per i sacerdoti che gli sono consacrati e sono completamente dediti al suo culto, al suo amore, alla riparazione che il Sacro Cuore ha domandato, purché siano fedeli a questa bella vocazione. Gesù amava tutti i suoi apostoli, ma ha amato con una tenerezza speciale l’apostolo San Giovanni, al quale ha affidato la Madre sua e il suo divin Cuore. Interpretando un detto del salmo possiamo dire: Il Cuore di Gesù è la mia eredità.Quanto è bella la parte che mi è toccata nell’eredità comune! (cf. Sal 16,5).
Comprendete che una così bella vocazione
richiede un grande fervore e una grande generosità.
Non dobbiamo mai perdere di vista il nostro scopo
e la nostra missione nella chiesa, come sono posti in rilievo nei primi due capitoli delle nostre costituzioni:
- un tenero amore verso il Sacro Cuore,
- la riparazione con tutte le sue pratiche,
- l’abbandono di noi stessi in spirito di vittima al Sacro Cuore,
per sopportare con pazienza e anche con gioia le croci che la divina provvidenza ci invierà. Questa vocazione esige un’abituale vita interiore e l’unione con Gesù.


                                          (p. Dehon, Testamento Spirituale)

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