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Dehoniani

Provincia Italiana Meridionale

Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesu'

TELEDEHON



DALLE MISSIONI

MORAMANGA, 13.03.2018

Nel 2006 Mons. Gaetano Di Pierro, religioso dehoniano, già vescovo ausiliare di Ambatondrazaka, quando Moramanga ne faceva parte, venne nominato Vescovo titolare della nuova diocesi di Moramanga, capoluogo di regione, con diversi servizi sociali, scuole, ospedale, gendarmeria, nodo stradale sulle due strade, una che conduce che conduce a Tamatave, primo porto del Madagascar e l’altra a Ambatondrazaka, centro e granaio del Madagascar con una grande pianura ricca di riso.

Ma la sua importanza è dovuta soprattutto alla scoperta delle miniere di nickel e cobalto nella zona detta Ambatovy (parola che tradotta significa zona della pietra e del ferro) a circa 20 Km. da Moramanga. Una multinazionale chiamata appunto “Ambatovy”, che comprende tre società straniere: canadese, giapponese e coreana del Sud ha acquistato il permesso di sfruttarle,

La scoperta delle miniere ha attirato molti operai, immigrati da altre regioni del Madagascar. La cittadina da 25.000 abitanti, in 10 anni ha raddoppiato raggiungendo il numero di 50.000 abitanti creando una serie di problemi sanitari, ecologici, economici. In un primo tempo c’era anche un progetto di far arrivare anche una colonia di Filippini; per questo io ero andato in Inghilterra per rinnovare il poco d’inglese che conoscevo; in seguito il progetto è satato scartato e “Ambatovy” ha accolto soltanto operai malgasci.

Assunta la diocesi di Moramanga da parte di Mons. Gaetano, sono iniziati i contatti tra lui e la Regione Malgascia per creare una comunità dehoniana nel territorio di Moramanga sulla strada che porta alle miniere, a cui sarebbe affidata una nuova parrocchia ancora da creare con il desiderio che la comunità aprisse anche un centro sociale per venire incontro ai bisogni della zona e dei minatori.

Il desiderio divenne realtà pochi anni dopo. Il consiglio regionale accolse la domanda e Padre Potenza, Economo Regionale e vicino a Mons. Gaetano, iniziò la costruzione delle diverse strutture nel terreno offerto dalla diocesi: la residenza, la chiesa ed una sala.

Primo luglio 2011, festa del Sacro Cuore, ci fu l’apertura ufficiale della nuova comunità dei Sacerdoti del Sacro Cuore - Dehoniani, presso il villaggio di Analalava, comune di Ambohibary, a 5 Km. da Moramanga.

La Comunità.

Il sottoscritto, Padre Nicola Giampietro, lasciò la parrocchia di Notre Dame de Fatima, a Tananariive dove era stato parroco per 13 anni e fu incaricato della nuova comunità. In questi sette anni si sono alternati due sacerdoti indonesiani, ora ritornati in Patria, un sacerdote e un fratello malgascio: il sacerdote trasferito e il fratello ha scelto la vocazione matrimoniale e ora sono soltanto con uno studente che ha fatto i suoi studi di teologia in Portogallo ed è in attesa di essere ordinato.

Padre Potenza aveva realizzato il grosso delle strutture secondo le possibilità finanziarie, poi sono state necessarie alcune ristrutturazioni: contro-soffitto della chiesa, ancora mancante, elevazione della sala, troppo bassa, e altre realizzazioni: l’arredamento della residenza, (per un mese ho chiesto al seminario di prestarmi due letti) della sala, della sacrestia, asfaltato il cortile, perché zona molto piovosa, creati campi da gioco, hangar, dietro cucina, cucina parrocchiale e soprattutto la costruzione del centro sociale: ambienti necessari al sociale e alla catechesi; i primi anni i ragazzi studiavano catechismo all’ombra del bosco intorno alla chiesa: bello, romantico, ma poco efficace.

Una parte del centro è terminato; un’altra parte è in attesa di finanziamenti. Tutto viene realizzato con l’aiuto di qualche comunità dehoniana dell’Italia ITM, soprattutto dove lavorano gli antichi compagni di cammino, con l’aiuto di organismi e quello di qualche benefattore. Il mio venire in Italia ogni anno, oltre per riparazioni sanitarie (4 protesi: due alle gambe , una alla spalla, un impianto ai denti, senza contare l’operazione tumorale al settore acustico e relative cuciture del viso e dell’occhio) e controlli (vivo con un piccolo resto di tumore all’orecchio sinistro, che fin’ora se ne sta buono) ha anche lo scopo di raccogliere fondi. Fin’ora la Regione mi passa soltanto l’offerta delle messe, quando non ne ho dagli amici Italiani. Molti sanno che un sacerdote trentino, Don Luigi, missionario per 33 anni in Germania tra gli immigrati italiani e conosciuto attraverso il nostro ex confratello, Morlino, mi ha accompagnato nel mio cammino missionario durante ben 36 anni; è tornato al cielo nell’ottobre del 2016 e non mi ha dimenticato nella sua ripartizione di quello che gli era rimasto; ho avuto la gioia di salutarlo 20 giorni prima che morisse; ha voluto confessarsi e avere la mia benedizione. Grazie al Signore e grazie a Don Luigi, che ora gode della beatitudine divina.

La Parrocchia.

Essa è stata creata accanto al villaggio di Analalava, comune di Ambohibary, a 5 Km. da Moramanga. E’ stata inaugurata il 22 gennaio del 2012. Essa è dedicata a S. Giovanni Evangelista, con espresso riferimento a Padre Dehon che aveva scelto il nome di Giovanni come suo secondo nome quando emise la professione religiosa.

La zona è ancora poco abitata, ma si pensa che possa svilupparsi, perché si trova lungo la strada che porta ad Ambatondrazaka. Attualmente il territorio parrocchiale comprende 5 villaggi, che distano 1,2,3 Km. dalla parrocchia. Fino al 2011 la chiesa più vicina era a 4 Km.; poca la frequenza religiosa e le sette religiose hanno avuto modo di espandersi; nel raggio di un Km. intorno a noi, ancora oggi ci sono ancora 5 cappelle di sette e lungo la strada che porta a Moramanga ce ne sono ancora una decina.

Il nostro lavoro iniziale è stato quello di conoscere la zona, incontrare le famiglie, individuare chi potesse essere l’animatore-catechista, e abbiamo iniziato il cammino pastorale delle C.E.B.: Comunità Ecclesiali di Base. E’ un cammino pastorale che avevo trovato a Tananarive, che ho seguito e incrementato. Quando ho lasciato la parrocchia di Tananarive, essa era divisa in 9 quartieri e questi in piccoli settori di 10-15 famiglie; e un totale di 122 piccole comunità di base.

Alle prime statistiche abbiamo riscontrato l’esistenza di circa 300 cattolici, di cui 161 battezzati, 116 avevano ricevuto la prima comunione e 63 la cresima; 80 le famiglie cattoliche, di cui solo 20 avevano celebrato il sacramento del matrimonio. Ancora ora i membri di molte famiglie sono di religione mista: l’uno o l’altro dei coniugi è cattolico o protestante e anche i figli, qualcuno segue il padre e qualcuno la madre. E’ cultura malgascia che la donna debba seguire la religione del marito; perciò è già un successo se in alcuni matrimoni la donna cattolica conserva la fede cattolica con la relativa pratica religiosa. D'altronde anche nella storia europea, c’è stato un periodo in cui i sudditi dovevano seguire la religione del principe.

Difficoltà attuali.

La multinazionale delle miniere non conosce feste, domeniche e i bisogni della famiglia: si lavora in continuazione secondo i turni; il resto della popolazione è composta prevalentemente di agricoltori: la coltivazione dei terreni e la cura degli animali occupa il primo posto; nel territorio parrocchiale c’è una scuola elementare e una scuola media; i ragazzi non hanno libri, ma solo quaderni, su cui devono scrivere quanto viene dettato o scritto alla lavagna; l’orario è: ore 7.00 – 11.00 al mattino e 14.00 . 18.00 il pomeriggio; alle ore 19.00 in genere si mangia e alle ore 20.00 si è già con “Morfeo”. Capite che è difficile trovare il tempo per visite e riunioni, per permettere ai ragazzi delle scuole di assimilare quanto trascritto sui quaderni!

Ciò nonostante continuiamo a seminare. A Tananarive avevo instaurato la celebrazione del “Primo Venerdi del Mese”: messe alle ore 6.00 e alle 19.00; dalle ore 7.00 alle 19.00 turni di adorazione continua di un’ora seguita dai quartieri, dalla scuola cattolica e dalle associazioni. Grazie a Dio i parroci che mi hanno sostituito hanno conservato la tradizione; all’inizio erano pochi a seguire; oggi sono circa un migliaio i cristiani che partecipano alle SS. Messe e ai diversi turni di adorazione. Anche qui a Analalava, nonostante il piccolo numero di cristiani, la lontananza dei villaggi e gli impegni agricoli e scolastici ho instaurato la celebrazione del “Primo Venerdi”: Santa Messa alle ore 6.00 del mattino e alle 17.30 del pomeriggio e 3 turni di adorazione dalle ore 14.30 alle 17.30: mamme, ragazzi e giovani, e il resto d’Israele. Alla domenica prima della messa ci sono 20 minuti di catechesi.

Nel territorio parrocchiale c’è un ospedale per lebbrosi, tubercolotici e malati terminali, tenuto dalle suore “Piccole Serve del Sacro Cuore” fondata dalla beata Anna Michelotti, la cui casa madre è a Torino. Ogni domenica celebro la prima messa in questo ospedale alle ore 7.00 e alle ore 8.30 in parrocchia. Le suore danno un piccolo aiuto anche in parrocchia, nonostante il lavoro ospedaliero.

Centro Sociale

Il centro sociale: anch’esso è una bella realtà. Dovrebbe servire di animazione ai minatori di Ambatovy; ma c’è la difficoltà dell’orario massacrante e poco rispettoso da parte della Società. Abbiamo chiamato esperti da Tatananarive che lavorano nel campo sociale, abbiamo creato vari incontri, ma i risultati sono stati poco incoraggianti. Tenteremo altre iniziative. Intanto ci siamo dedicati al servizio della popolazione locale. All’inizio il nostro servizio era povero: corsi dopo scuola dalle 18.00 alle 19.30. Dopo sonno arrivate a Moramanga delle consacrate laiche in cerca di casa e di lavoro; ho colto la balla al balzo e le ho invitate presso la parrocchia: per tre mesi hanno frequentato e visitato la zona. Sono state contente di collaborare con la parrocchia. Hanno chiamato la loro comunità “ Fraternité du Bon Sauveur”. Due sale del centro sono state trasformate in abitazione. Il lavoro che oggi compiono, in stretta collaborazione con la parrocchia, è: corsi di dopo scuola per gli alunni dell’elementare che non studiano il pomeriggio; corsi per le medie il mercoledì pomeriggio e il sabato mattina; già io avevo comprato tutti testi dei 4 anni delle medie e la fraternità ha ottenuto altri sussidi e finanziamenti da organismi francesi.

Corsi di taglio e cucito per ragazze e mamme di famiglia, corsi di agricoltura e allevamento e finanziamenti di piccoli progetti familiari, con l’aiuto ottenuto dagli organismi francesi. Centro sociale aperto a tutti, ma e i protestanti sono quelli che ne approfittano di più!

Il primo maggio un’altra comunità religiosa sarà presente nel territorio parrocchiale con intenti prettamente sociali. Il Signore ci sta aiutando.

Oratorio

Altra realtà con cui vogliamo infondere ai ragazzi la gioia della vita vissuta insieme a Gesù. Al sabato pomeriggio abbiamo i corsi di catechismo per una settantina di ragazzi; al termine ci sono sempre giochi e piccole gare.

Ecco un po’ della nostra realtà e vita pastorale. Il lavoro e la gioia di servire il Regno del Sacro Cuore non mancano. Al Signore il compito di far fruttificare quanto cerchiamo di seminare.

Un grazie sincero a quanti ci seguono e ci sostengono nel nostro lavoro missionario, anche se non facciamo più parte giuridicamente della Provincia ITM; ma è essa che ci ha generati e il nostro senso di appartenenza non muore. Rimarrò in Madagascar finché il Signore vorrà, ma sempre legato alla “Madre” che ci ha generati: “ITM”  

 

Padre Nicola Giampietro, ormai 75enne,

con 43 anni di vita missionaria e 47 e rotti di sacerdozio.

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